La Lista Nera – Capitolo 1

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Capitolo 1: Il bersaglio sbagliato

La pioggia battente su Milano non mostrava alcuna intenzione di placarsi, trasformando i viali della cerchia semicentrale in specchi scuri che riflettevano le luci al neon dei pochi locali ancora aperti. L’acqua scorreva incessante lungo i cornicioni, cancellando il rumore dei passi e avvolgendo l’intera via in una cappa di isolamento e umidità.

Marco Ferro se ne stava immobile sotto l’insegna spenta e cigolante di un vecchio bar di periferia, protetto solo da una tettoia logora che faticava a trattenere le gocce più pesanti. Aveva il colletto del cappotto scuro alzato fin sopra le orecchie per proteggersi dal vento gelido che risaliva dal nord, e le mani affondate nelle tasche. La mano destra, tuttavia, non cercava calore: stringeva saldamente l’impugnatura ruvida della sua Beretta d’ordinanza, con la sicura già disattivata. Gli ordini ricevuti dall’informatore erano stati millimetrici: lo scambio di dati sensibili sarebbe avvenuto esattamente a mezzanotte, in quell’incrocio desolato e privo di telecamere comunali funzionanti. Marco Ferro abbassò lo sguardo sull’orologio da polso con il quadrante illuminato. Mancavano soltanto due minuti. Il cuore batteva a un ritmo regolare, sintonizzato sugli anni di addestramento che gli avevano insegnato a trasformare l’ansia in pura lucidità operativa.

All’improvviso, i fari alogeni di una vettura squarciarono la penombra della strada. Una berlina nera dalle spazzole tergicristallo frenetiche accostò sul marciapiede opposto, rallentando fino a fermarsi a motore acceso, con un sommesso borbottio meccanico. La portiera posteriore si aprì di scatto e ne uscì Valeria Rinaldi. L’ex agente dei servizi segreti, che Marco Ferro cercava disperatamente da mesi attraverso una rete di contatti clandestini e soffiate pagate a caro prezzo, appariva stanca ma estremamente vigile. Indossava un impermeabile scuro e stringeva una valigetta d’alluminio satinato al petto, tenendola con entrambe le braccia come se fosse l’unica cosa rimasta a tenerla ancorata al mondo. Il suo sguardo visibilmente teso passò in rassegna gli angoli bui della via. Prima che la donna potesse fare un solo passo per attraversare la strada e raggiungere il punto d’incontro stabilito, l’inferno si scatenò in una frazione di secondo.

I fari abbaglianti di un furgone da trasporto pesante, rimasto fino a quel momento nascosto in un vicolo cieco laterale, si accesero di colpo, accecandola completamente e inondando la strada di una luce bianca e violenta. Gli pneumatici del mezzo strillarono sull’asfalto bagnato mentre il furgone si traversava per bloccare ogni possibile via di fuga alla berlina. Il portellone laterale scivolò indietro con un boato metallico.

Tre uomini armati, con addosso tute tattiche scure e passamontagna calati sul viso, balzarono fuori dal furgone con fluidità criminale. Valeria Rinaldi reagì d’istinto, dimostrando che i riflessi dei suoi anni nei servizi non si erano affatto assorbiti nella latitanza: invece di arretrare, sfruttò lo slancio del primo assalitore che le si era avventato contro e lo colpì duramente alla gola con lo spigolo vivo della valigetta d’alluminio. L’uomo rantolò, indietreggiando, ma il secondo complice foi più rapido e la bloccò brutalmente per le spalle, bloccandole le braccia e tentando di strapparle il carico.

Marco Ferro non ci pensò due volte. La prudenza passò in secondo piano rispetto alla necessità di mantenere in vita l’unico contatto utile per la sua indagine. Scattò fuori dal suo riparo in mezzo alla strada, riducendo la distanza in pochi passi rapidi e fluidi. Sollevò la Beretta a due mani, allineò i congegni di mira ed estrasse la sua arma da fuoco sparando due colpi precisi in rapida successione. I bossoli calibro 9 caddero ticchettando sull’asfalto allagato. Il primo proiettile colpì alla spalla l’uomo che tratteneva la donna, costringendolo a mollare la presa con un urlo di dolore, mentre il secondo colpo impattò contro il parabrezza del furgone, frantumandolo e costringendo il terzo uomo a gettarsi a terra per riprendere copertura.

«Sali in macchina! Ora! Muoviti!» urlò una voce roca e carica di adrenalina dal finestrino anteriore della berlina. Era Luca Bianchi, il fidato autista e stretto collaboratore di Valeria Rinaldi, che nel frattempo aveva ingranato la retromarcia nel disperato tentativo di creare un varco e proteggere il fianco della vettura.

Marco Ferro raggiunse il centro della carreggiata, afferrò Valeria Rinaldi per un braccio con una presa ferrea e la trascinò con decisione verso la portiera rimasta aperta della berlina. I rapitori rimasti indietro aprirono il fuoco di risposta: i proiettili delle loro armi automatiche scheggiarono l’asfalto sollevando spruzzi d’acqua e rimbalzarono contro la carrozzeria metallica con sinistri rumori sordi. I due scivolarono sul sedile posteriore un secondo prima che Luca Bianchi premesse l’acceleratore a tavoletta, facendo fumare gli pneumatici sul fondo viscido e lanciando la vettura a folle velocità nella notte milanese.

Mentre l’auto sfrecciava tra le strade deserte lasciandosi alle spalle gli assalitori, Marco Ferro tirò un sospiro di sollievo, ma durò un solo istante. Nel silenzio dell’abitacolo, interrotto solo dal tergicristallo, si accorse che Valeria Rinaldi lo stava fissando con gli occhi sgranati, non per la paura dell’agguato appena subito, ma per qualcosa che teneva stretto tra le mani.

La valigetta d’alluminio non era perfettamente chiusa. Dalla fessura scrostata scivolò fuori un piccolo display digitale a LED rossi che indicava un conto alla rovescia già avviato. Mancavano meno di dieci minuti. Sopra lo schermo, un biglietto scritto a mano recitava: Benvenuto nel club, Ferro. Cerca di non morire subito. Il display continuava a scendere: 09:59… 09:58…

Marco Ferro incrociò lo sguardo terrorizzato di Valeria Rinaldi, mentre Luca Bianchi sterzava bruscamente verso il loro rifugio, ignaro di ciò che stringevano sul sedile posteriore.

Quale trappola si nasconde dentro la valigetta? Chi ha orchestrato l’agguato e come faceva a conoscere il nome di Ferro? Scopritelo nel Capitolo 2, in uscita la prossima settimana!

Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo

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