La leggenda di Mago Greguro e Margheritella: tra mistero, magia e devozione nella “terra dei masciari”

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La magia ha sempre esercitato un fascino irresistibile sull’uomo: lo spaventa, lo incuriosisce e, in fondo, lo attrae. Nel cuore della Puglia, a Massafra, questa antica attrazione prende forma in una delle leggende più suggestive del territorio , quella del mago Greguro e di sua figlia Margheritella. Una storia sospesa tra realtà e mito, che ancora oggi vive nei racconti popolari e nelle profondità della Gravina delle Rose.

Massafra, la “terra dei masciari”

Massafra, in provincia di Taranto, è conosciuta come la “terra dei masciari”, ovvero la terra dei maghi e delle streghe. Questo appellativo deriva dalle tradizioni popolari legate a formule magiche, preghiere e rituali che, secondo la credenza, servivano a guarire malanni o scacciare il malocchio, il cosiddetto “affascino”. Tra grotte, gravine e santuari scavati nella roccia, Massafra custodisce un patrimonio di storie antiche e misteriose, tramandate di generazione in generazione. È proprio tra queste pareti di pietra che si intreccia la leggenda del mago Greguro, un personaggio che ha lasciato un segno profondo nella memoria collettiva del paese.

La leggenda di Mago Greguro e Margheritella

La storia risale all’anno 1000. Greguro, considerato un alchimista e guaritore, viveva con la figlia Margherita ,chiamata affettuosamente Margheritella — nella Gravina delle Rose, oggi conosciuta come la “farmacia del mago Greguro”.
Padre e figlia trascorrevano le giornate a raccogliere e lavorare erbe officinali per preparare unguenti curativi. Tuttavia, la loro conoscenza delle piante e dei rimedi naturali destò sospetto tra gli abitanti di Massafra, che ben presto li additarono come stregoni. Margheritella, giovane e di grande bellezza, scendeva di notte nella gravina per raccogliere le erbe necessarie al lavoro del padre. Questo contribuì ad alimentare le dicerie: la gente iniziò a credere che la ragazza praticasse riti magici e sortilegi. Gli uomini del paese ne erano affascinati, mentre le donne, mosse da gelosia e superstizione, la accusarono di averli sedotti con filtri d’amore. La povera Margheritella fu così processata e condannata al rogo. Ma proprio mentre le fiamme stavano per avvolgerla, arrivò l’Igumeno Anselmo, superiore del monastero bizantino di Massafra, che riuscì a salvarla. Gli uomini che dicevano di amarla, invece, rimasero a guardare, in silenzio e codardi. In segno di riconoscenza per il miracolo, Greguro dipinse sulla roccia una Madonna, che la tradizione vuole sia quella oggi venerata nel Santuario della Madonna della Scala. Così, da una vicenda di ingiustizia e superstizione, nacque un simbolo di fede e redenzione.

Oggi la leggenda di Mago Greguro e Margheritella continua a vivere tra le grotte di Massafra, raccontata da nonni e appassionati di storia locale. È un racconto che mescola verità e fantasia, ma che riflette il fascino senza tempo di un popolo legato alle proprie radici, alle credenze e ai misteri della natura. In quelle stesse grotte dove un tempo si dice si preparassero pozioni e unguenti, oggi si respira ancora la magia di un passato che non vuole svanire, ma che continua a incantare chiunque vi si avvicini.

Alessandro Maraglino

Alessandro Maraglino

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