Creepypasta – La stanza segreta

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Quando ho comprato la casa, l’agente immobiliare mi ha consegnato la piantina originale.
Due piani, sei stanze, un sottotetto inutilizzabile. Tutto tornava.

Tranne una cosa.

Il corridoio del piano superiore era più lungo di quanto indicato sulla carta.

All’inizio pensai a una mia impressione. Le case vecchie fanno strani giochi prospettici. Ma la terza notte, tornando in camera, contai i passi.
Ventitré all’andata.
Ventisette al ritorno.

La porta apparve la settimana dopo.
Bianca. Senza maniglia.
Tra il bagno e lo studio, dove prima c’era solo muro.

La piantina, appesa in cucina, non la mostrava.

Provai ad aprirla.
Non si muoveva.
Ma era calda. Come se qualcuno fosse appena passato dall’altra parte.

Di notte sentivo passi.
Non sopra. Non sotto.
Dentro i muri.

Come se qualcuno camminasse nello spazio sbagliato della casa, cercando l’uscita.

Una volta sentii un colpo secco. Poi una voce, lontana:

“Qui non finisce.”

La porta si aprì da sola una sera di pioggia.

Dentro non c’erano mobili.
Solo carta da parati scrostata e una finestra murata.

Sul pavimento, segni di gesso.
Disegni di stanze.
La mia casa. Tutta.

Al centro, una stanza in più.
Quella in cui mi trovavo.

In cantina trovai vecchi documenti.
La casa era stata ristrutturata più volte.
Ogni proprietario aveva murato qualcosa.

Una stanza.
Un corridoio.
Un passaggio.

Perché la casa cresceva.

Non con i mattoni.
Con chi restava.

Ora il corridoio è ancora più lungo.
La piantina non coincide più con niente.

Stanotte ho sentito bussare.
Non alla porta di casa.

Alla porta bianca.

E so che se non apro…
la casa troverà un altro modo per fare spazio.

Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo

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