Ogni estate, migliaia di persone affollano le coste italiane in cerca di sole, relax e divertimento. Ma c’è un tratto di spiaggia, poco segnalato e raramente frequentato, noto ai locali come “il Lido dei Sospiri”. Nessuno racconta davvero perché si chiami così. Forse per i venti che sussurrano tra le dune… o forse per qualcos’altro.
Marco e Chiara avevano deciso di evitare le mete turistiche affollate. Volevano una vacanza tranquilla, lontano dal caos. Quando il vecchio affittacamere di Torre del Vento suggerì loro una spiaggia poco conosciuta – “ci vanno in pochi ormai… troppa sabbia, poca rete” – parve perfetto.
Il sentiero per arrivarci era stretto e invaso da erbacce. Nessuna indicazione. Solo un palo storto con una scritta corrosa dal sale: “Spiaggia dei Sospiri”. Chiara rise: “Che nome romantico!”.
Appena arrivati, notarono subito che c’era qualcosa di sbagliato.
Niente ombrelloni. Niente impronte. Solo un mare piatto come olio e un silenzio irreale, rotto ogni tanto da un suono… un sospiro, portato dal vento. Sembrava umano.
Ridevano tra loro per il nervosismo. Si sistemarono sul telo, mangiarono qualcosa e fecero il bagno. Ma l’acqua era fredda. Troppo fredda per agosto. E il fondale scendeva all’improvviso, come se ci fosse un vuoto.
“Giuro di aver sentito qualcosa sfiorarmi il piede,” disse Marco rientrando. Ma Chiara non ascoltava. Fissava il mare.
C’era una figura, lontano. Una donna. Immobile, immersa fino al collo. I capelli scuri coprivano il viso. Sembrava non respirare, eppure non affondava.
“Chiama aiuto,” disse Chiara, agitando le braccia. Ma la donna non reagiva.
Marco prese il binocolo.
“Santo Dio… non è viva.”
“Come lo sai?”
“Perché la vedo anche laggiù, più a destra.”
Chiara si voltò. Un’altra donna, identica, emergeva dall’acqua a pochi metri dalla riva.
Poi un’altra.
E un’altra.
Tutte immobili. Tutte con i capelli neri sul volto.
I sospiri si fecero più forti. Non c’era vento.
Presi dal panico, i due iniziarono a raccogliere le loro cose. Quando Marco si voltò verso l’acqua per un’ultima occhiata, non vide più le figure.
Le vide sulla sabbia.
Bagnate, nude, scure, avanzavano con movimenti rigidi ma determinati. I piedi non lasciavano impronte.
Chiara urlò.
Marco la prese per mano e corsero verso il sentiero. Ma l’aria era densa, la vista si appannava, e i sospiri… erano tutt’intorno.
Riuscirono a uscire dal sentiero solo a sera inoltrata, pieni di graffi, scalzi, tremanti. Nessuno credette alla loro storia. Il vecchio affittacamere fece il segno della croce e non disse una parola.
Tornati a casa, provarono a dimenticare. Ma ogni tanto, di notte, sentono il mare sussurrare dietro la finestra. Anche se abitano in città. Anche se sono al terzo piano.
E se guardano bene, il vapore sullo specchio del bagno… sembra nascondere un volto. Sempre lo stesso.
Nessuno conosce l’origine del Lido dei Sospiri. Alcuni dicono che lì venivano sepolte le streghe che non si potevano bruciare. Altri parlano di una nave piena di donne naufragate, dimenticate, mai sepolte. Ma tutti concordano su una cosa: se senti un sospiro tra le onde, non rispondere.
Mai.
