Enrico VIII Tudor è universalmente noto per le sue sei mogli, la rottura con la Chiesa cattolica e il temperamento tirannico. Dietro l’immagine solenne ritratta da Hans Holbein si nascondeva un re tormentato da decadimento fisico e abitudini disgustose.
1. Le ulcere pusillanimi e purulente
In seguito a un grave incidente durante un torneo di giostra nel 1536, Enrico sviluppò croniche ulcere varicose alle gambe che non guarirono mai. I medici dell’epoca incidevano costantemente le piaghe e vi inserivano palline di legno o metallo per mantenerle aperte e far defluire il pus, convinti che l’infezione dovesse “sfogare”. L’odore di carne in decomposizione che lo circondava era così forte da essere percepibile a metri di distanza, perfino attraverso i pesanti tessuti di corte.
2. Il servant che gli puliva il sedere
Uno dei ruoli più ambiti e prestigiosi alla corte dei Tudor era il Groom of the Stool. Questo nobile assistente aveva il compito di scortare il re alla toilette, assisterlo nei suoi bisogni fisiologici e ripulirlo al termine. Nonostante la natura disgustosa del compito, la vicinanza fisica al sovrano garantiva un potere politico e finanziario immenso.
3. Un consumo calorico spaventoso
Negli ultimi anni di vita, l’introito giornaliero di Enrico sfiorava le 5.000 calorie. La sua dieta non prevedeva quasi mai frutta o verdura — considerate cibo da poveri —, bensì enormi quantità di carne arrostita, cervo, cigno, persino code di castoro e balena. Il tutto era innaffiato da litri di birra e vino dolce, accumulando una quantità spaventosa di gas intestinali e problemi digestivi.
4. Imbracato come un carico per salire a cavallo
Il girovita del re passò dai circa 80 centimetri della giovinezza agli oltre 130 degli ultimi anni. A causa del peso (stimato oltre i 180 chilogrammi) e delle ferite alle gambe, Enrico era incapace di muoversi autonomamente. Per spostarlo all’interno dei palazzi venivano usate sedie a rotelle rudimentali, mentre per farlo salire a cavallo la servitù doveva sollevarlo mediante un sistema di carrucole e imbracature.
5. Il bacio obbligatorio alle lenzuola sporche
Colpito da un’estrema paranoia per i complotti, Enrico temeva che qualcuno potesse avvelenarlo non solo tramite il cibo, ma per assorbimento cutaneo. Ordinò quindi un protocollo igienico surreale: i servitori incaricati di rifare il letto reale dovevano baciare ogni singolo strato di lenzuola prima di sistemarle, per dimostrare di non aver spalmato veleno sui tessuti dove il sovrano avrebbe sudato la notte.
6. Igiene orale inesistente e alitosi insostenibile
Nonostante il fasto dei suoi abiti, l’igiene dentale di Enrico VIII era disastrosa. I suoi denti erano devastati dalla carie, consumati dall’eccessivo consumo di zuccheri raffinati. L’infezione gengivale cronica, sommata ai problemi di digestione e all’accumulo di placca, gli procurava un’alitosi così acuta che le sue consorti e gli ambasciatori faticavano a stargli vicino durante le udienze.
7. Un cadavere che esplose nella bara
Il finale della sua vita fu macabro quanto la sua esistenza. Alla sua morte, nel 1547, il corpo di Enrico era a tal punto gonfio di liquidi e gas di decomposizione che la bara di piombo stento a contenerlo. Durante la processione funebre verso Windsor, il feretro si spaccò e i liquidi cadaverici fuoriuscirono sul pavimento della chiesa di Syon; la leggenda narra che un cane randagio si avvicinò per leccare i resti del re, avverando un’antica profezia pronunciata da un frate francescano.