Riccardo Cocciante, artista e compositore senza tempo di fama internazionale, torna a distanza di 20 anni dal suo ultimo album di inediti con “HO VENT’ANNI CON TE” (Sony Music Italy/Boventoon), un racconto musicale che esplora il sentirsi vivi attraverso l’amore e la musica. L’album è stato anticipato dall’omonimo singolo e sarà disponibile in streaming, in vinile arancione, vinile nero e CD a partire da venerdì 13 marzo.
Inoltre, grazie al nuovo accordo tra Sony Music Italy con la sua storica etichetta Boventoon, il repertorio internazionale dell’artista sarà reso disponibile per la prima volta su tutte le piattaforme di streaming.
“HO VENT’ANNI CON TE” si configura come una sintesi emotiva degli suoi ottant’anni di esperienze, dove vita e amore restano temi centrali, evocati attraverso ballate malinconiche, atmosfere musicali suggestive e metafore poetiche e simboliche. Il disco parla del tempo e di come l’essere umano lo attraversa, lo subisce e, a volte, riesce a ingannarlo. Il suo testamento artistico risiede nella sua stessa vita, raccontata attraverso le allegorie descritte nei suoi brani. Il punto di vista è quello di una maturità consapevole, che non rinnega il passato ma lo abita, lo rilegge e lo trasforma in esperienza.
La musica, inoltre, non ha un semplice ruolo di accompagnamento, ma è parte essenziale del progetto. Ogni brano è stato registrato in presa diretta: i musicisti hanno suonato mentre la voce veniva cantata nello stesso momento, proprio come accade durante un’esibizione dal vivo. Questa modalità di registrazione è una scelta artistica ben precisa, pensata per restituire un suono più autentico, capace di avvicinare l’ascoltatore all’esperienza reale del concerto. In questo modo, l’album si trasforma in qualcosa di concreto e vivo, più che in una semplice raccolta di canzoni.
Nasce da queste riflessioni “HO VENT’ANNI CON TE”, un album di 12 tracce che si apre con l’omonimo brano, scritto da Riccardo Cocciante con Luc Plamondon e Pasquale Panella, focus track dell’album. Pezzo emblematico, quasi un testamento emotivo, in cui Riccardo Cocciante guarda al futuro dal punto di vista di un traguardo importante come quello dei suoi ottant’anni. La voce dell’artista esprime un uomo che, nonostante il tempo trascorso, continua a vivere la spensieratezza della giovinezza, che riaffiora grazie a un amore profondo e totalizzante, come condizione dell’anima. L’album prosegue con Aerei, simbolo della separazione tra un genitore e un figlio che cresce e va via, rivelando la fragilità e la nostalgia profonda di chi resta. La tracklist prosegue con Personaggi di un romanzo brano in cui il Maestro Cocciante e Pasquale Panella hanno deciso di raccontare una incompiuta ricerca di sé stessi attraverso i grandi romanzi della letteratura, citando “guerra e pace”, “orgogli”, “pregiudizi”, “illusioni”, “tempeste”, per arrivare a comprendere come anche dopo aver condiviso tanto rimanga sempre una parte misteriosa nell’altro: l’amore non significa conoscere tutto dell’altro, ma continuare a scoprirsi nel tempo. La quarta traccia, Amore, mare, morte firmata nuovamente con Luc Plamondon e Pasquale Panella, è costruita su una progressione musicale intensa, quasi orchestrale, che segue l’andamento narrativo di una storia d’amore che si trasforma in tragedia, ambientata in un luogo carico di storia e mito: l’isola greca di Corfù. L’album prosegue con un blues che mette in luce i suoni in presa diretta della band: in Le polaroid la voce di Riccardo Cocciante ricorda, attraverso l’immagine delle polaroid, una persona amata che se n’è andata, lasciando segnali di un possibile ritorno e di un legame che non è completamente spezzato. Vai lupo, corri! è la sesta traccia di “HO VENT’ANNI CON TE”, un brano di fuga e sopravvivenza, dove il lupo diventa metafora di coraggio, resistenza e libertà che sfugge alla minaccia. Si passa poi a Piena di terra la mano mia, brano che connette l’ascoltatore con la natura attraverso l’utilizzo sia di sonorità di matrice popolare, sia attraverso il racconto di immagini naturali che descrivono la gioia, la crescita e la vita, creando un legame tra l’amore, il desiderio e il ciclo della natura. L’album prosegue con Odile, pezzo scritto con il musicista e paroliere Beppe Dati, la donna protagonista è una metafora della fragilità interiore e della ricerca di senso, l’immagine di chi è isolato ma non senza voce. Il percorso nella mente di Odile viene raccontato attraverso un caleidoscopio sonoro che mescola suoni elettronici e acustici, accompagnando e amplificando le immagini e le emozioni che attraversano la sua mente. Amo gli amori, un inno all’amore in tutte le sue forme, con le gioie, le ferite, le complessità e la passione dei rapporti umani, attraverso un climax musicale si arriva a mostrare come ogni storia lascia un segno nella vita di chi la vive. Arriva poi il momento di Un uomo in armi, traduzione in italiano di un brano della celebre scrittrice Françoise Sagan, la canzone esplora la vita come avventura, l’amore come costante e la memoria come viaggio tra epoche e identità diverse. L’album prosegue con un brano in cui la combinazione dei suoni, esplora timbri e atmosfere: L’ora delle rondini utilizza la metafora delle rondini come simbolo degli amori che arrivano e ritornano, creando un legame continuo che celebra la gioia di vivere. L’album si chiude con Il pensiero che resta, pezzo frutto della collaborazione con Mogol, che testimonia la complicità quarantennale del duo. In questo brano, l’amore è rappresentato come un riferimento fisso e invisibile, presente ovunque il narratore si trovi. Anche se i momenti insieme possono essere brevi, il loro effetto persiste, trasformando i ricordi e i pensieri in un legame costante.
In occasione degli 80 anni, Riccardo Cocciante celebra la sua straordinaria carriera con diversi progetti artistici: oltre al nuovo album di inediti “HO VENT’ANNI CON TE”, il docufilm “IL MIO NOME È RICCARDO COCCIANTE” andato in onda il 4 marzo in prima serata su Rai1 e disponibile su Rai Play, un attesissimo tour da solista “IO… RICCARDO COCCIANTE NEL 2026” e, a quasi 25 anni dalla prima messa in scena italiana, dal 26 febbraio è tornata nei teatri d’italia l’opera popolare moderna NOTRE DAME DE PARIS. In questo anno speciale Cocciante conferma la sua inesauribile forza creativa e il suo legame indissolubile con il pubblico, invitandolo ancora una volta a condividere musica, memoria e passione.
Andato in scena per la prima volta in Italia nel 2002, NOTRE DAME DE PARIS nel 2027 celebrerà il venticinquesimo anniversario, un traguardo che segnerà un quarto di secolo di emozioni, musica e poesia. Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo, è al centro di questo incredibile progetto che vede il magistrale adattamento in italiano di Pasquale Panella dei testi di Luc Plamondon, dell’omonimo romanzo di Victor Hugo che racconta la drammatica storia d’amore tra Esmeralda e Quasimodo, sullo sfondo della maestosa Cattedrale di Notre-Dame di Parigi.
Fin dalla prima messa in scena, NOTRE DAME DE PARIS ha conquistato il pubblico italiano, diventando un fenomeno popolare e una delle opere più longeve della cultura italiana, raggiungendo 4,5 milioni di spettatori. La sua forza risiede nei temi universali: la storia mette al centro l’emarginazione, la paura del diverso e il peso dei pregiudizi per ricordarci quanto la diversità rappresenti una risorsa e non una minaccia. A rendere lo spettacolo così attuale è la capacità di restituire la fragilità e le contraddizioni dell’essere umano: la ricerca di un posto nel mondo, il bisogno di giustizia, il desiderio d’amore. Elementi che, dopo decenni, continuano a confermare questa opera popolare moderna come un classico capace di attraversare generazioni e confini.
Dopo lo straordinario successo del tour “Io…Riccardo Cocciante”, concluso lo scorso settembre, Cocciante tornerà nell’estate 2026 con una nuova tournée, prodotta da Vivo Concerti, in alcune delle più suggestive location open air. Il tour inizierà il 20 giugno 2026 dal Parco San Valentino di Pordenone e si concluderà il 12 settembre allo Sferisterio di Macerata. Un’occasione speciale per presentare al pubblico i nuovi brani e ripercorrere così dal vivo una carriera che attraversa decenni di musica e oltre 40 album pubblicati in tre lingue, capace di emozionare generazioni diverse.
A “IO…RICCARDO COCCIANTE NEL 2026” si aggiungono tre date in importanti venue: il 6 luglio al Circo Massimo di Roma, il 19 settembre all’Unipol Forum di Milano e il grande evento di chiusura sarà il 27 settembre all’Arena di Verona, luogo che ha un profondo legame con lo stesso Cocciante. La partenza del tour rimane comunque fissata per il 20 giugno dal Parco San Valentino di Pordenone, si proseguirà il 25 giugno in Piazza San Marco a Venezia, per poi fare tappa il 30 giugno al Teatro Greco di Siracusa, il 4 luglio all’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, continuerà il 14 luglio a Villa Erba di Cernobbio, il 20 luglio al Castello Carrarese di Este, il 26 luglio in Piazza Martiri a Teramo, l’1 agosto all’Anfiteatro Tharros di Cabras, l’11 agosto al Teatro al Castello di Roccella Jonica (RC), il 23 agosto al Parco Archeologico di Egnazia a Fasano, il 29 agosto al Music City di Riccione, il 3 settembre all’Anfiteatro dell’anima di Cervere, il 9 settembre al Castello Visconteo Sforzesco di Vigevano, il 12 settembre al Sferisterio di Macerata.