UNIBO. Consegnato il Sigillum Magnum a Krzysztof Pomian in nome dell’elogio della curiosità

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Per secoli la “curiositas” ha stimolato, e ancora oggi stimola, quel desiderio di sapere che ha permesso a studiosi e scienziati, come Ulisse Aldrovandi, di offrire un grande contributo alle scoperte e alla storia delle scienze naturali: la lezione di Pomian per il cinquecentenario aldrovandiano

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Si è svolta nell’Aula Absidale di Santa Lucia la Cerimonia di Conferimento del Sigillum Magnum a Krzysztof Pomian, uno dei più influenti studiosi della storia del patrimonio culturale europeo.

Tra i presenti all’evento, l’assessore comunale Raffaele Laudani, l’assessore regionale Mauro Felicori, la Presidente del Sistema Museale dell’Università di Catania Germana Barone e Ursula Thun Hohenstein, Presidente del Sistema Museale dell’Università di Ferrara.
 
Ad aprire la cerimonia, il Rettore Giovanni Molari che ha sottolineato l’importanza per l’Ateneo di rendere omaggio a un illustre studioso come Pomian che ha contribuito alla storia mondiale dei musei e al riconoscimento di Ulisse Aldrovandi quale sperimentatore dei primi musei naturalistici.
 
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“Pomian ci ha insegnato molto sul nostro passato e sul nostro presente di Europei, sulla storia delle idee e delle pratiche che hanno formato la cultura occidentale moderna e contemporanea” – ha affermato il Rettore.
 
E poiché questo omaggio rappresenta il culmine delle celebrazioni del Cinquecentario di Ulisse Adrovandi, il Rettore ha ricordato come il patrimonio museale e culturale dell’Università di Bologna sia sempre più parte integrante del patrimonio culturale cittadino e nazionale.
 
“Non dobbiamo stipare i Musei di cimeli che nessuno vede, ma aprirli e farli vivere, con scelte mirate dal punto di vista dei temi, con concezioni originali dal punto di vista del percorso culturale ed espositivo proposto. Va nella stessa direzione – ha aggiunto il Rettore – la decisione di aprire i palazzi storici dell’Alma Mater in occasione delle imminenti giornate del FAI, durante le quali il pubblico potrà vedere da vicino il Rettorato e tanti altri palazzi storici del nostro Ateneo”.
 
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Il prof. Roberto Balzani, Presidente del Sistema Museale di Ateneo, ha poi esposto le motivazioni di una presenza così gradita, al culmine delle iniziative dedicate ad Aldrovandi 500.
“Le ricerche di Krzysztof Pomian hanno rappresentato una svolta nella storia del collezionismo, perché hanno posto l’accento sul mutamento di status degli oggetti conservati e sul loro significato nel tempo. Aldrovandi, nella ricostruzione di Pomian, si colloca in una posizione di cerniera fra il mondo degli appassionati raccoglitori e quello degli intellettuali capaci di concepire un’opera enciclopedica. La natura pubblica del suo museo privato, donato al Comune alla fine della sua esistenza, costituisce poi un altro passaggio fondamentale, che fra l’altro ha consentito la sopravvivenza di una massa enorme di carte, libri, illustrazioni e “cose” fino a noi”.
 
Prima della consegna del Sigillum Magnum, massima onorificenza che l’Alma Mater offre ai suoi ospiti più illustri, Krzysztof Pomian ha tenuto una lezione dal titolo “Aldrovandi e la curiosità. Da Bayle a Buffon”, tracciando un viaggio alla scoperta della fortuna postuma di Aldrovandi, prototipo dello studioso di storia naturale agli albori dell’età moderna, che, citando Pierre Bayle, “ha dedicato la sua vita alla sua ricerca e alla sua curiosità”.
 
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Pomian con la sua lezione ha ripercorso le tappe della “storia della curiosità”, dalle prime testimonianze latine e cristiane, fino al momento in cui l’ansia di conoscere è divenuta un requisito quasi formalizzato della ricerca, pur senza perdere mai, nel senso comune, un’accezione a tratti riprovevole, connessa al desiderio “di sapere ciò che è vietato sapere”.
 
Attraverso l’excursus offerto da Pomian, si scopre come la curiositas non abbia mai smesso di muovere menti e impulsi, trovando terreno infine fertile in una rivoluzione scientifica a cui ha contribuito, almeno per le premesse, lo stesso Aldrovandi.  
 
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Secondo Bayle “Aldrovandi era il prototipo stesso dell’appassionato di storia naturale che illustra, in questo campo, la superiorità dei moderni sugli antichi”, mentre il grande naturalista settecentesco Buffon, nella sua “Histoire naturelle, générale et particulière”, ha dedicato alcune pagine ad Aldrovandi, riconoscendolo come “il più laborioso e il più dotto di tutti i naturalisti che ha lasciato, dopo un lavoro di sessant’anni, immensi volumi sulla Storia Naturale“.
 
E se anche la parola “curiosità” è assente dal testo di Buffon, l’immagine che offre del modo di lavorare di Aldrovandi lo mostra “animato da un desiderio di sapere che egli non cerca nemmeno di incanalare, spingendolo ad accettare tutto ciò che trova e di cui vuole conservare tutti i contributi“.
 
E in nome della curiosità che ha mosso gli studi di Aldrovandi, collezionista, ricercatore, fondatore di uno dei primi Orti botanici in Italia e di cui l’Ateneo conserva importantissimi reperti naturalistici, Pomian ha ricevuto il Sigillum Magnum di Ateneo, ricordando come il desiderio sfrenato di sapere, da vizio, sia divenuto – proprio in quel XVI secolo – un requisito moralmente accettabile della prima ricerca scientifica.
 
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