La corretta alimentazione deve partire dal concepimento

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Ogni individuo ha difficoltà ad immaginare l’esistenza di un mondo microscopico. E’ più semplice valutare tutto ciò che riusciamo a vedere con i nostri occhi, ossia il macroscopico. Purtroppo, invece, è il mondo microscopico che condiziona la nostra vita, quindi, diventa complicato correggere dei difetti comportamentali o le proprie abitudini per adattarle ai bisogni cellulari.

Anche all’inizio di una gravidanza è difficile immaginare che delle cellule, in frenetica divisione, stanno “svolgendo un lavoro di assemblaggio” per modellare una nuova creatura nel ventre di una donna. Infatti la donna comincia ad essere consapevole del suo stato gravidico solo quando si accorge di avere un ritardo del ciclo mestruale. Cosa voglio dire con questo preambolo? Che la nutrizione dell’uomo inizia dal suo concepimento e, necessariamente, la gestante deve alimentarsi correttamente sin da quel momento.    

Prima di affrontare l’argomento sulla nutrizione del feto, desidero spiegare cosa accade all’ovulo (detto anche cellula uovo ) quando viene espulso dall’ovaio una volta completato il ciclo ovarico.

L’ ovulo è la cellula più voluminosa prodotta dal corpo femminile ed è ricca di nutrienti. La funzione della grande quantità di sostanze nutritive contenuti nell’ovulo è quella di fornire l’energia indispensabile a far sopravvivere e crescere la cellula uovo dalla fecondazione all’impianto dell’ovulo fecondato nell’utero.

L’ovulo, giunto allo stadio di maturità completa durante l’ovulazione, è espulso, a turno, da una delle due ovaie e convogliato verso la corrispettiva tuba di Falloppio. In questo stadio, l’ovulo è avvolto dalla zona pellucida e dalle cellule del cumulo ooforo. La tuba uterina , grazie ai suoi movimenti peristaltici e alle correnti provocate dal battito delle ciglia dell’epitelio tubarico, permette all’uovo di avanzare nel suo interno. La fecondazione avviene nel segmento ampollare dell’ovidotto (dove l’uovo può sopravvivere ,senza essere fecondato, per circa 24 ore) e con essa inizia la segmentazione dell’uovo fecondato fino allo stadio di morula. La morula penetra nell’utero circa 84 e 96 ore dall’ovulazione, e si trasforma in blastocisti . La blastocisti rimane libera nel lume dell’utero per due – tre giorni e, verso il settimo giorno dall’ovulazione, aderisce alla superficie dell’endometrio ed inizia l’impianto dell’embrione che si completerà all’inizio della seconda settimana (circa l’undicesimo giorno).

L’ovulo in fase di sviluppo, mentre è ancora nel follicolo ooforo, riceve i nutrienti dalla rete vascolare della teca interna tramite le cellule della membrana  granulosa e la zona pellucida. Durante la fecondazione, la segmentazione e la formazione della blastocisti, siccome le riserve nutritive (vitello) dell’ovulo sono scarse, prima che i nutrienti arrivino attraverso il sangue materno, l’embrione viene nutrito dalle secrezioni tubariche che producono il latte uterino nelle prime 11 settimane di gravidanza . All’inizio della gravidanza, il latte uterino è l’unico nutrimento per l’embrione perché il tessuto placentare, molto più grande dell’embrione, e la pressione del sangue arterioso potrebbero rimuovere l’embrione dalle pareti dell’utero. Solo dopo le 11 settimane l’embrione è sufficientemente grande da sopportare ed accogliere il sangue della madre che filtra attraverso la placenta.

Quando scompare la zona pellucida e si forma il sinciziotrofoblasto, la blastocisti erode i tessuti materni e genera una cavità a pareti frastagliate nella mucosa uterina (decidua). In questa cavità, la blastocisti è immersa in un mezzo fluido formato da sangue stravasato, latte uterino e prodotti derivati dall’erosione (citolisi) degli epiteli di rivestimento , ghiandolari , deciduali e parietali dei vasi.

Con lo sviluppo del germe, diminuisce la nutrizione istotrofica ed inizia la nutrizione emotrofica che è conseguente all’impianto della placenta. La crescita della placenta è graduale nell’arco della gestazione; essa ricopre il ruolo di organo che presiede agli scambi fisiologici tra madre e feto. Inoltre, la placenta è anche considerata una ghiandola  endocrina complessa  e un  deposito di alcuni metaboliti. Gli scambi fisiologici comprendono il passaggio di sostanze  per la nutrizione, di ossigeno, di acqua, di ormoni, di vitamine e di anticorpi dalla madre al feto. Invece, dal feto alla madre si ha trasporto di anidride carbonica (CO₂) , di prodotti di rifiuto azotati e di ormoni fetali.

La barriera placentare funziona come una membrana semipermeabile dove molte sostanze a basso peso molecolare, in soluzione, sottostanno alle ordinarie leggi della diffusione : gas, ioni semplici,aminoacidi, urea, acido citrico, creatina, creatinina e monosaccaridi. La placenta, inoltre, è ricca di enzimi che assolvono a varie funzioni: una tra queste è la trasformazione del glucosio in glicogeno che viene accumulato nella placenta. Anche molte sostanze grasse vengono degradate enzimaticamente  e poi nuovamente sintetizzate durante il passaggio dalla barriera placentare. Ugualmente, alcune proteine ad alto peso molecolare, come gli anticorpi, possono passare attraverso la barriera placentare in quantità sufficiente a conferire al feto  e poi al neonato una immunità passiva ; tra le varie classi di anticorpi ricordiamo le immunoglobuline IgG  che conferiscono al feto  immunità verso alcune malattie infettive (difterite, scarlattina, morbillo).

Un elevato numero di sostanze sono responsabili di malformazioni durante lo sviluppo intrauterino del prodotto di concepimento. I fattori esogeni ad azione teratogena sono di varia natura: alcuni farmaci ed altri composti chimici, le carenze alimentari, l’ipossia, alcuni agenti infettivi e le radiazioni ionizzanti.

La placenta è una barriera invalicabile per  molti  microrganismi che possono essere presenti nel sangue materno. Tuttavia fanno eccezione alcuni microrganismi che, invece, sono capaci di attraversarla facilmente come:

  • Le spirochete che possono attraversare la barriera placentare, nella seconda metà della gravidanza, e causare la sifilide congenita nel feto.
  • Virus come quelli della rosolia, vaiolo, varicella, morbillo, poliomielite, enterovirus, coxachie, HIV, epatite B e C che sono la causa delle relative patologie.

I suddetti agenti patogeni, raggiungendo il feto, possono provocare l’infezione che a sua volta può determinare degenerazioni cellulari e malformazioni congenite.

Anche numerosi farmaci possono attraversare facilmente, per diffusione, la placenta e causare danni all’embrione. Tra questi vanno ricordati: gli antimetaboliti, gli psicotropi, i tranquillanti, alcuni sedativi, i barbiturici, i loro derivati e gli stupefacenti. E’ importante quindi consultare il medico ginecologo se si ritiene necessario assumere dei farmaci in gravidanza.

Gli ormoni prodotti dalla madre non attraversano la placenta e, se la superano, ciò avviene molto lentamente e quindi in concentrazioni esigue. Come ghiandola endocrina, il citotrofoblasto produce le gonadotropine corioniche che stimolano il corpo luteo a secernere estrogeni e progesterone in modo che

Nel caso specifico delle carenze alimentari non c’è dubbio che una dieta troppo povera in nutrienti o , al contrario, troppo ricca di nutrienti, può causare una carenza o un sovraccarico di sostanze nel sangue materno ed un alterato trasporto di nutrienti nel sangue fetale. Inoltre , va considerato che le donne che abitualmente consumano alcool, stupefacenti e sono fumatrici , in caso di gravidanza, se perseverano nella loro dipendenza , possono causare gravi danni al feto. Infatti, l’alcool, assunto in dosi elevate, può causare gravi malformazioni; i bambini nati da madri alcolizzate possono avere anomalie dell’incremento ponderale associato a ritardo dello sviluppo mentale  e microcefalia, anomalie a carico delle palpebre, dello sviluppo della mandibola e vizi cardiaci.   

E’ evidente, quindi, che tutti i meccanismi cellulari che preparano e seguono la fecondazione sono già influenzati da un’esigenza nutrizionale completa e bilanciata.

Da quanto descritto si può apprendere che il feto inizia a nutrirsi dal momento del concepimento. Quindi, un sano stile di vita assunto dalla futura mamma permetterà al proprio figlio di iniziare la sua vita in piena salute. Una donna in forma ed in piena salute affronterà una gravidanza con meno rischi per sé stessa e per il suo bambino.

In conclusione, anche se alcune volte vi sembrerà difficile rinunciare a qualche debolezza, ricordatevi che, in quei nove mesi, state compiendo il più grande miracolo concesso alle donne: generare una nuova vita. E’ un’esclusiva tutta al femminile, non sprecate questa occasione  e abbiate cura di voi.

 

 

             Dott.ssa Angela ASTONE

               Biologo Nutrizionista

                  Tel. 3487502380

    e-mail: angelastone63@gmail.com

Angela Astone

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