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Gli scavi di Egnazia, un sito archeologico che racconta la storia della Puglia.

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Gli scavi di Egnazia, un sito archeologico che racconta la storia della Puglia.

La Puglia, meta ambita dai turisti di tutto il mondo, è una regione tutta da scoprire. Sicuramente vanta il suo meraviglioso tesoro naturalistico, il suo mare cristallino e il cibo. Non bisogna, però, sottovalutare il suo patrimonio artistico e storico. A proposito del patrimonio storico, proprio nei pressi di Fasano (Br), sorge il sito archeologico di Egnazia che conserva i resti di una città dell’Impero Romano.

Egnazia era un attivo centro commerciale del mondo antico, centro di traffici commerciali che venivano favoriti dalla sua posizione geografica, dalla presenza della via Traiana e del porto. Il primo insediamento di quest’area risale al XV secolo a.C. (età del Bronzo). Nel XI secolo a.C. venne invasa da popolazioni provenienti dall’area balcanica, gli Iapigi. Successivamente, a partire dall’VIII secolo a.C. fu abitata dai Messapi fino al III secolo a.C. quando ci fu l’occupazione dei Romani. Egnazia,con i suoi 15 ettari di parco archeologico e i 1200 mq di superficie espositiva del museo è un’intera città antica allo scoperto.

Nella zona dell’Acropoli, sono state ritrovate le più antiche tracce della presenza dell’uomo a Egnazia, datate all’età del Bronzo (XV-XII secolo a.C.), rappresentate da gruppi di capanne sparse lungo la costa e anche all’interno. La fase “messapica” (a partire dalla fine del V secolo a.C.) è rappresentata dalla cerchia muraria, lunga quasi due chilometri, che proteggeva la città dagli attacchi provenienti dalla terraferma. All’interno della cerchia muraria, si trovavano anche tombe preromane; al di fuori di essa, invece, si estendevano le vere e proprie necropoli messapiche dove vennero rinvenuti ricchi corredi funerari tra i quali la “ceramica di Egnazia”, ossia vasi prodotti in vari centri della Puglia. Le decorazioni pittoriche delle tombe messapiche hanno fornito informazioni relative al culto sull’aldilà diffuso tra il IV e II secolo a.C. La presenza di numerose tombe a camera (grandi stanze sotterranee scavate nella roccia), tombe a semicamera e tombe monumentali familiari, denota l’alto tenore di vita della popolazione del luogo e la presenza di una classe aristocratica.

 A partire dal III sec. a.C., con la presenza romana nel territorio, la città si trasformò e nel I sec. a.C. assunse grande importanza per la presenza del porto e della via Traiana. I resti della via Traiana, fatta costruire tra il 108 ed il 110 d.C. dall’imperatore Traiano come variante della via Appia per collegare Benevento (Beneventum) a Brindisi (Brundisium), dividono gli edifici pubblici dai quartieri residenziali e artigianali della città romana. Testimonianza della continuità della vita nelle epoche successive, sono gli edifici di culto, tra cui l’imponente santuario traianeo dedicato a Venere realizzato in età romana (II secolo d.C.).

Della città romana si possono ammirare i resti della Via Traiana, della Basilica Civile con l’aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, della piazza porticata, del criptoportico e delle terme. Tra gli edifici di culto cristiano, sorti tra il IV ed il VI sec. d.C., si segnalano la Basilica Episcopale con il battistero e la Basilica Meridionale, originariamente pavimentate con mosaici.

Il Museo, intitolato a Giuseppe Andreassi, espone al pubblico i numerosi reperti provenienti dagli scavi di Egnazia ed è suddiviso in sezioni cronologiche che documentano la storia dell’insediamento del sito dalle origini fino al suo declino.

Il percorso espositivo è diviso in 7 sezioni che narrano l’evoluzione storica del sito di Egnazia dal XVI sec. a.C. fino al XIII secolo d.C., epoca dell’abbandono. I reperti e le immagini illustrano: il primo insediamento di capanne nell’età del bronzo, l’influenza della cultura iapigia e messapica, la fase romana e quella paleocristiana (quando la città divenne sede vescovile). L’ultima sezione raccoglie testimonianze relative alla presenza longobarda ed alle ultime tracce di frequentazione dell’area. I reperti provengono dagli scavi di Egnazia, ma anche dal territorio. Nelle fondazioni del museo è inglobata una tomba a camera molto suggestiva di origine messapica del IV sec. a.C., la Tomba delle Melagrane il cui nome deriva dalla presenza di melagrane, simbolo di vita ultraterrena. Queste melagrane sono frammenti di affreschi situati nella parte alta delle pareti della tomba. Le anfore, così come la grande varietà di manufatti di provenienza italica, africana e orientale, testimoniano l’importanza dei commerci, incrementati grazie alla realizzazione del porto e della via Traiana.

Non perdete l’occasione di visitare questo meraviglioso sito archeologico che dimostra quanto antiche e ancora vive sono le tradizioni e la cultura che ci contraddistinguono.

 

 

 

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Last modified on Domenica, 08/08/2021

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