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La buona sanità si chiama Ospedale San Pio di Castellaneta

La buona sanità si chiama Ospedale San Pio di Castellaneta

Ore 18,30, una rampa di scale, una semplice scivolata e si consuma il dramma. Il piede lievita come una pagnotta di pane e non lo riesco più a controllare, il dolore è pazzesco… La corsa al Pronto Soccorso dell’Ospedale S.S. Annunziata di Taranto.

Appena giunti si passa dalla tenda del triage, si raggiunge l’ingresso del Pronto Soccorso e … niente barelle o sedie a rotelle. Dopo un’attesa di circa 40 minuti si libera una barella ed entro nel Pronto Soccorso; ancora un’attesa di due ore per le radiografie e la successiva consulenza ortopedica. Diagnosi: frattura scomposta della caviglia con urgente necessità di intervento chirurgico. Dove? A Taranto non c’erano posti letto disponibili. Nella provincia pochi posti disponibili. Scelgo l’Ospedale di Castellaneta che aveva qualche posto in più e ottime referenze. Intanto, per il trasferimento mi applicano una valva gessata di supporto e mi portano nel reparto pre-covid dove dovevo eseguire il tampone. Attesa di ancora un’ora per il tampone e tre ore e mezza per i risultati. Il tampone è negativo e, finalmente, alle ore 3,30 , vengo trasferita all’Ospedale “San Pio da Pietralcina” di Castellaneta.

Secondo le normative Covid19, mi sono ritrovata da sola ad affrontare il dolore sempre più lancinante, la burocrazia e la mia situazione clinica proprio mentre volevo solo svenire. Il veloce tragitto in ambulanza mi ha fatto raggiungere l’ospedale tanto atteso intorno alle ore 4,30 . Raggiungiamo il reparto di ortopedia e traumatologia e trovo a ricevermi il medico di guardia e due infermieri sorridenti,  rassicuranti, ospitali e gentili che si sono immediatamente interessati al mio caso e in breve tempo mi hanno messo il piede in trazione. Ma  le sorprese non finivano lì, dopo aver eliminato la valva gessata hanno riscontrato la presenza delle flittene (vesciche contenenti liquido sieroso). Le flittene hanno allungato i tempi previsti per l’intervento perchè dovevano cicatrizzarsi; così, pazientemente, il personale infermieristico si è dedicato per 7 giorni alle medicazioni e il personale medico al monitoraggio.

In questi lunghissimi 7 giorni di immobilizzazione totale, tutto il personale è stato fantastico nell’assistenza, nella cura del malato, nell’attenzione verso ogni bisogno fisico e psicologico. Pronti a sostenere, a soccorrere, ad aiutare e a incoraggiare e … ad asciugare le lacrime. Mi sono sentita meno sola e per niente abbandonata; rigorosamente nessun parente poteva accedere al reparto ma, in compenso, il personale era disponibile a ritirare dai parenti qualunque cosa fosse necessaria ai pazienti. Il tanto atteso giorno dell’intervento era arrivato e anche in quel momento, tutto il personale della sala operatoria ha mostrato tanta umanità e tanta attenzione che mi ha commossa. Insomma, nonostante la mancanza dei parenti e amici, nel reparto di ortopedia ho trovato tanto calore umano, tanta passione e dedizione al lavoro, tantissima professionalità e … un cuore immenso. L’Ospedale di Castellaneta è un esempio lampante di buona sanità con strutture moderne, apparecchiature all’avanguardia e personale medico competente che fa del proprio mestiere una missione. Un gioiello sanitario, nella provincia di Taranto, che brilla di luce propria.

In particolare voglio ringraziare il dottor Vito Nicola Galante, primario di Ortopedia dell’ospedale di Castellaneta, e il suo eccezionale staff medico, infermieristico e gli operatori sanitari.

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