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In Puglia il cibo è cultura

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In Puglia il cibo è cultura

Successo del workshop a Taranto sul turismo enogastronomico

Numerosa è stata la partecipazione degli operatori del settore alla seconda edizione a Taranto del workshop “In Puglia il cibo è cultura”, che è andato sold out. L'evento ha fornito non solo dati e prospettive di grande interesse, ma anche suggestioni e riflessioni che dimostrano come l'enogastronomia sia uno straordinario volano per il rilancio del turismo pugliese. Di questa opportunità ha parlato Roberta Garibaldi, tra i maggiori esperti in materia, nella relazione di apertura del workshop, l’autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e ambasciatrice in Italia della World Food Travel Association.

«La pandemia non ha cambiato la voglia di vivere esperienze enogastronomiche in viaggio - ha dichiarato Garibaldi - il 71% ritiene l’enogastronomia fondamentale per la scelta della meta».

Il turismo enogastronomico valorizzando i territori, offre al viaggiatore l’opportunità di entrare in contatto con lo spirito autentico del luogo e di acquisirne, attraverso il cibo, il senso di comunità. Si tratta di una formula basata su un turismo lento, sostenibile e immersivo, per fare esperienze che permettano all'ospite, “cittadino temporaneo”, di fruire del patrimonio locale, materiale e immateriale, in modo attivo e coinvolgente, utilizzando tutti e cinque i sensi.

La necessità di conciliare le tradizioni enogastronomiche con le innovazioni, che aprono nuove prospettive come «due facce di una stessa medaglia», è stato invece l'argomento trattato da Maria Lisa Clodoveo, docente di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università di Bari. «Il cibo è salute - ha ricordato Clodoveo - e la dieta mediterranea continuare ad essere utile per il nostro benessere».

È seguita una tavola rotonda, coordinata dalla giornalista digitale Antonella Millarte, che ha visto la partecipazione di Giuseppa Antonaci, Presidente Fondazione ITS Turismo Puglia, Nunzio Teofilo, tour operator, Mariella Piscopo, giornalista food & travel e Nancy Dell’Olio, ambasciatrice della Puglia nel mondo.

Le conclusioni sono state affidate ad Aldo Patruno, Direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia. «Questo workshop di Taranto – ha sottolineato Patruno - conferma l’estrema vitalità del comparto turistico pugliese nonostante la pandemia e segnala la necessità di lavorare senza sosta sulla diversificazione del prodotto e dell’offerta, a partire dall’enoturismo, e sulla formazione di qualità».

Il turismo enogastronomico è un importante richiamo per la regione, la cultura del cibo è ben radicata in Puglia, dove i sapori, i colori, le eccellenti tipicità e le tradizioni popolari si mescolano e diventano narrazione, che racconta la storia dei borghi e delle aree rurali ricche di suggestioni.

«L’enogastronomia in Puglia deve recuperare l’orgoglio identitario e aumentare il percorso conoscitivo di questa grande tradizione, il rischio è non tramandare alle prossime generazioni le conoscenze». Così il senatore Dario Stefàno, presente all’evento.

«Taranto ormai è una città turistica - ha dichiarato l’assessore al marketing territoriale Fabrizio Manzulli - e l’enogastronomia è uno degli asset su cui puntiamo. Stiamo lavorando al primo museo del gusto in Puglia, rappresenta una unicità a livello mondiale».

Il workshop è stato inaugurato da un suggestivo fuori programma artistico che ha visto l’esibizione della giovanissima violinista Maria Serena Salvemini ed è terminato con una cena a tema rigorosamente pugliese.

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