RECENSIONE FILM – The Last House

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Diretto da Louis Leterrier (Fast X, Now You See Me) e scritto da Matthew Robinson, The Last House segna un cambio di rotta verso atmosfere più intime e claustrofobiche per il regista francese. Interpretato da Greta Lee e Wagner Moura, il film è un survival thriller d’impostazione fantascientifica che mescola l’isolamento forzato in stile Bird Box con la tensione del home invasion, esplorando le dinamiche di sopravvivenza di una famiglia comune di fronte a un evento catastrofico e inspiegabile.

Trama

La vicenda segue Jason (Wagner Moura), la moglie Ann (Greta Lee) e i loro due figli nella loro abitazione di periferia. A seguito di un’improvvisa e anomala tempesta, la famiglia scopre con terrore che porte e finestre della propria casa sono diventate completamente inagibili e bloccate da una barriera impenetrabile. Tagliati fuori da qualsiasi contatto con l’esterno, senza telefoni né internet, scoprono che l’intero vicinato si trova nella stessa situazione.

Con il passare del tempo, la casa trasformata in prigione diventa l’unico baluardo di sopravvivenza. Tra il razionamento delle risorse, l’adattamento degli spazi domestici e la presenza di misteriose creature che si aggirano all’esterno sotto la pioggia, la famiglia dovrà resistere all’isolamento e trovare il modo di proteggersi da una minaccia sempre più vicina.

Pro e Contro

🟢 Pro

  • Interpretazioni dei protagonisti: Wagner Moura e Greta Lee offrono prove convincenti, trasmettendo con efficacia la disperazione e l’istinto materno e paterno di protezione.
  • Concetto claustrofobico d’impatto: La trasformazione della casa in un ecosistema di sopravvivenza offre spunti visivi e di messinscena decisamente interessanti.
  • Buona tensione iniziale: La prima parte del film costruisce bene il senso di smarrimento e il mistero attorno all’evento catastrofico.

🔴 Contro

  • Cambi di tono disorganici: Il passaggio dal thriller di suspense alla pura sopravvivenza finisce per far perdere ritmo alla narrazione centrale.
  • Scrittura e decisioni dei personaggi: Alcune scelte logiche e comportamenti dei protagonisti appaiono forzati e detti dalle esigenze della sceneggiatura più che da una reale naturalezza.
  • Tematiche poco approfondite: I sottotesti legati al cambiamento climatico e all’ecologia rimangono solo abbozzati in superficie.

Voto

5.5 / 10

The Last House è un film dalle buone premesse e sostenuto da un cast solido, ma che fatica a mantenere la tensione costante per tutta la sua durata, risolvendosi in un survival d’azione un po’ discontinuo.

Trailer

Conclusione

Pur non raggiungendo la spinta e l’originalità dei capisaldi del genere, The Last House rimane una visione di intrattenimento senza troppe pretese per gli amanti dei thriller apocalyptic e sci-fi, ideale per una serata su Netflix.

Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo

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