Dopo quasi dieci anni di silenzio dietro la macchina da presa, il regista premio Oscar Gore Verbinski (noto per Pirati dei Caraibi e Rango) ritorna sulla scena con un’opera folle, caotica e straordinariamente attuale: Good Luck, Have Fun, Don’t Die. Presentata all’inizio del 2026 alla Berlinale, questa pellicola si inserisce nel filone della fantascienza satirica e della commedia d’azione a tinte oscure. Verbinski confeziona un prodotto frenetico che viaggia a ritmi altissimi, un po’ come un episodio di Black Mirror sotto l’effetto di caffeina massiccia, unendo la fantascienza pura alla critica sociale dell’era degli algoritmi.
Trama
La storia si sviluppa quasi interamente in una tipica tavola calda di Los Angeles (un Norms diner). Durante una notte apparentemente normale, un uomo dall’aria trasandata e visibilmente esaurito di nome Watson (interpretato da un monumentale Sam Rockwell) fa irruzione nel locale con un detonatore in mano. L’uomo fa una dichiarazione assurda: viene dal futuro, un’epoca in cui un’intelligenza artificiale superavanzata ha letteralmente spazzato via l’umanità, e quella è la sua 117ª linea temporale in cui tenta di salvare il mondo. Per impedire la nascita del software ribelle, Watson deve reclutare un gruppo di clienti del diner assolutamente bizzarri e impreparati (tra cui spiccano i personaggi di Haley Lu Richardson, Michael Peña e Zazie Beetz). Solo una specifica e ignota combinazione delle loro azioni potrà evitare l’apocalisse digitale, ma dovranno fare i conti con adolescenti lobotizzati dagli smartphone, scetticismo generale e minacce imminenti.
Pro e Contro
Pro:
- La performance di Sam Rockwell: L’attore è pura elettricità. Balla, urla, improvvisa e regge sulle sue spalle il ritmo folle della narrazione.
- La satira sull’IA e i social: Il film riesce a far ridere di gusto pur lanciando un grido d’allarme sincero e spaventoso sul consumo di “slop” digitale e la dipendenza da algoritmi.
- La regia di Verbinski: Visivamente eccezionale, il regista dimostra di saper gestire il caos spaziale e il movimento come pochi altri a Hollywood.
Contro:
- Sovraccarico di idee: Nella seconda metà il film accumula così tanti spunti e sottotrame che la logica interna comincia a vacillare.
- Durata eccessiva: Con 134 minuti, la pellicola soffre di alcuni cali di ritmo prima della grande escalation finale.
Voto in decimi
7.5 / 10
Trailer
Conclusione
In definitiva, Good Luck, Have Fun, Don’t Die segna un bentornato coi fiocchi per Gore Verbinski. Non è un film perfetto, è anzi disordinato e straripante, ma possiede una vitalità e una sincerità nel suo sdegno verso la deriva tecnologica moderna che lo rendono magnetico. Se cercate una commedia sci-fi originale, cinica e visivamenteHandcrafted (lontana dall’appiattimento visivo dei blockbuster odierni), questa bizzarra odissea temporale saprà come intrattenervi e, forse, farvi guardare lo smartphone con un pizzico di ansia in più.