450 chilometri a piedi dopo una lite coniugale: record mondiale di “vado a prendere una boccata d’aria”?

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Capita a tutti. Una parola di troppo, i piatti che volano (metaforicamente, si spera), la tensione che sale e quella frase iconica, pronunciata con voce tremante di rabbia: “Esco a fare due passi per schiarirmi le idee”. Di solito, questi “due passi” si traducono in un giro dell’isolato, dieci minuti su una panchina o, nei casi più drastici, in una birra al bar con gli amici per sfogarsi. Ma quando un uomo di Como ha deciso di chiudersi la porta di casa alle spalle, ha preso il concetto di “passeggiata rigenerante” decisamente troppo alla lettera.

La maratona dell’orgoglio ferito

La storia, che ha ridefinito i confini del dramma coniugale e della resistenza fisica, vede come protagonista un cinquantenne di San Fermo della Battaglia, in provincia di Como. Dopo un acceso diverbio con la consorte – i cui motivi restano avvolti nel mistero, anche se sospettiamo fortemente questioni cruciali come la gestione del telecomando o i calzini abbandonati – l’uomo ha imboccato la porta.

Invece di svoltare a destra verso la piazza del paese, ha puntato i piedi verso sud. E ha continuato a camminare. Per una settimana.

Senza un piano, senza un bagaglio e senza un reale brivido di sopravvivenza se non quello di stare il più lontano possibile dal raggio d’azione della moglie, il nostro eroe della viandanza ha macinato una media impressionante di circa 60 chilometri al giorno. Una performance atletica che farebbe impallidire i maratonesi olimpici, il tutto alimentato esclusivamente da risentimento, adrenalina e, di tanto in tanto, dal cibo offerto da passanti impietositi. La sua epica fuga si è interrotta bruscamente a Fano, nelle Marche, quando una pattuglia della polizia lo ha fermato alle due di notte per un controllo.

Ai poliziotti increduli, che lo hanno trovato stanco e leggermente infreddolito ma perfettamente lucido, l’uomo ha dichiarato con disarmante candore: “Sono venuto a piedi fin qui. Non ho usato nessun mezzo. In questi giorni ho mangiato grazie alla gente che ho incontrato per strada. Sto bene, sono solo un po’ stanco”.

La risposta: le idee si sono finalmente schiarite?

Arriviamo quindi al grande dilemma che attanaglia ogni coppia: questo trekking estremo ha funzionato? L’uomo ha finalmente trovato la pace interiore e la risposta ai suoi problemi?

La risposta è sì, le idee si sono schiarite, ma il risveglio alla realtà è stato brutalmente cinematico.

Mentre lui completava la sua personale traversata dello Stivale, la moglie aveva giustamente denunciato la sua scomparsa alle forze dell’ordine. Quando la polizia l’ha contattata per dirle che il marito era stato ritrovato sano, salvo e discretamente deambulante a 450 chilometri di distanza, la signora non ha esitato: è salita in auto, ha guidato fino a Fano e si è presentata in questura per riprenderselo.

Il ritorno alla realtà ha presentato un conto salatissimo, e non solo in termini emotivi. Oltre al viaggio di ritorno in auto (che immaginiamo essere stato dominato da un silenzio radio a dir poco glaciale), l’uomo ha dovuto pagare di tasca propria una multa di 400 euro per aver violato le restrizioni del coprifuoco allora in vigore, più il conto dell’hotel dove era stato alloggiato. Se l’obiettivo era fuggire dai problemi, il nostro “Forrest Gump di Como” ha scoperto a sue spese che i nodi vengono sempre al pettine… e che a volte arrivano con una sanzione amministrativa.

Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo

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