Capitolo 5 – Shooting esterno (e il caos elegante)
Marco non aveva mai pensato che “elegante” potesse essere sinonimo di catastrofe annunciata.
E invece eccolo lì, vestito con giacca un po’ troppo stretta e cravatta che stringeva il collo come un bozzolo, davanti all’ingresso di una villa storica trasformata in set fotografico esterno.
Valentina era già lì, impeccabile, tacchi che battevano sul pavimento come un metronomo da battaglia.
Martina stiracchiava gambe e braccia, sorridendo come se stesse preparando una gara olimpica.
Sofia fotografava ogni dettaglio con il cellulare, ridacchiando.
Elena osservava con calma chirurgica.
Chiara, nervosa, stringeva la cartellina con l’acqua che traboccava di timidezza.
E, ovviamente, Davide era già al centro, sorridente, gesticolando verso la luce perfetta per lo shooting.
Marco si sentì come un topo in un’arena di leonesse.
«Ok, Marco,» disse Valentina, «posizionati al centro. Le ragazze intorno a te. Energia naturale.»
«Energia naturale… certo,» borbottò Marco, sentendo le gambe tremare.
Martina si avvicinò di lato: «Spalle dritte. Sorridi. Ma non troppo.»
Sofia scattava foto di prova, ridendo ogni due secondi: «Ohhh… questa luce ti fa sembrare un eroe tragico!»
Marco sbuffò, cercando di mantenere il controllo.
Davide si avvicinò per sistemargli il bavero della giacca.
Chiara arrossì, perché il gesto, seppur innocente, sembrava incredibilmente personale.
Elena, dietro la fotocamera principale, annotava tutto sul suo taccuino: «Interessante dinamica tra protagonista e team femminile… da osservare.»
Flash.
Marco cadde quasi all’indietro per l’inaspettata luce riflessa.
Valentina gli passò un braccio per sostenerlo.
Martina sospirò: «Sì, decisamente sei il caos incarnato.»
Sofia rise fino a rotolare dietro la macchina.
Chiara… sembrava quasi voler scomparire.
Marco sentì un pensiero pericoloso:
E se fossi davvero il centro di tutto questo… e non riuscissi a controllarlo?
Durante un cambio di posizione, Marco inciampò leggermente.
Martina lo afferrò subito.
Valentina si avvicinò per correggere la postura.
Davide indicò il punto perfetto per lo scatto successivo.
Marco si ritrovò circondato da quattro donne e Davide in meno di due metri quadrati.
Non c’era via di fuga.
Il vento mosse i capelli di Chiara sul suo volto.
Marco inspirò troppo forte.
Martina lo guardò come se stesse giudicando ogni fibra del suo essere.
Valentina sorrise… quel sorriso che prometteva guai.
Flash.
Flash.
Flash.
Marco si accasciò quasi mentalmente.
E poi lo sentì: la voce di Chiara, vicina, dolce, quasi sussurrata.
«Non devi fare tutto perfetto, Marco… basta che ci provi.»
Il suo cuore fece un salto.
Questa è la parte in cui il mio ego muore, giusto?
Quando Marco pensava di poter respirare, Davide fece un passo avanti.
«Bene,» disse, «ora voglio che il team provi la sequenza finale: interazioni libere. Mostrate tensione, dinamica, emozioni reali.»
Martina alzò un sopracciglio.
Sofia ridacchiò.
Valentina si accigliò appena.
Elena scrutava ogni movimento.
Chiara arrossì profondamente.
Marco sentì un brivido percorrergli la schiena.
Interazioni libere.
Significava… improvvisare.
Significava… vicino alle cinque donne e Davide.
Il suo cervello gridava: FUGGI!
Ma una piccola, stupida parte del suo cuore… non voleva.
Marco inspirò.
E si preparò al caos più elegante e pericoloso della sua vita.
Cosa succederà quando la “sequenza libera” inizierà?
Chi riuscirà a controllare le emozioni?
E soprattutto… Marco sopravviverà senza combinare un disastro totale?
Lo scopriremo nel Capitolo 6, venerdì prossimo. 😏
Questa è un opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.