Odio le donne… ma loro mi adorano – Capitolo 4

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Capitolo 4 – Il rivale perfetto (e l’ego a pezzi)

Marco odiava tre cose: le presentazioni improvvisate, le persone troppo sicure di sé e soprattutto… gli uomini con la mascella perfetta. Davide aveva tutte e tre.

La sala riunioni dell’Accademia NovaForma non era mai sembrata così piccola.

Valentina era seduta composta.
Elena prendeva appunti.
Sofia girava una penna tra le dita.
Martina era appoggiata allo schienale con aria competitiva.
Chiara teneva la cartellina stretta al petto.

E Davide stava al centro.

«Il concept della campagna è semplice,» disse con voce calma e magnetica. «Attrazione tra opposti. Tensione. Evoluzione.»

Gli occhi delle cinque ragazze, anche solo per un secondo, furono su di lui.

Marco sentì una fitta allo stomaco.

È così che funziona, pensò. Mascella + sicurezza = vittoria automatica.

«Marco,» continuò Davide, voltandosi verso di lui con un sorriso professionale, «tu rappresenti il conflitto iniziale.»

«Il… conflitto.»

«Resistenza al cambiamento. Scetticismo. Barriera emotiva.»

Sofia tossì per nascondere una risata.

Martina sussurrò: «Accurato.»

Valentina incrociò le gambe. «E noi rappresentiamo la forza trasformativa.»

Marco strinse i pugni sotto il tavolo.

Davide cliccò il telecomando. Sullo schermo apparvero delle bozze.

Cinque scatti simulati.

In ogni immagine, Marco al centro.
Le ragazze attorno.
Tensione visiva. Energia. Dinamica.

E in una… Davide al posto suo.

«Naturalmente,» aggiunse Davide con nonchalance, «se il protagonista non regge la pressione, posso sostituirlo temporaneamente.»

Silenzio.

Internamente, Marco prese fuoco.

«Reggo benissimo la pressione,» disse rigido.

Martina sollevò un sopracciglio. «Davvero? Stamattina tremavi durante il plank.»

«Era strategia muscolare.»

Sofia sussurrò: «NPC attivato.»

Chiara guardò Marco con una strana espressione. Non divertita. Non ironica. Preoccupata.

Elena osservava la scena come una partita a scacchi.

Davide si avvicinò a Marco.

Troppo vicino.

«Non è una gara,» disse piano.

E quello fu l’errore.

Perché nel momento stesso in cui lo disse… diventò una gara.


Sessione prova fotografica – Aula Studio 3

Valentina si posizionò alla destra di Marco.

«Sguardo meno difensivo,» mormorò.

Martina alla sinistra.

«Spalle dritte.»

Sofia dietro, quasi a sfiorarlo.

«Relax, non ti stiamo mangiando.»

Chiara davanti.

«Respira…»

Elena poco distante.

«Lascia cadere l’orgoglio.»

Flash.

Marco sentiva la presenza di tutte loro.

Il profumo.
Il calore.
Le voci.

E poi…

«Cambio posizione,» disse Davide.

Entrò nell’inquadratura.

Con naturalezza.

Con sicurezza.

Si avvicinò a Chiara per mostrarle un’angolazione.

Le sfiorò il gomito per sistemare la postura.

Nulla di inappropriato.

Tutto professionale.

Ma Marco sentì qualcosa torcersi dentro.

Martina lo notò.

Valentina pure.

Sofia sorrise lentamente.

Elena registrò il micro-movimento della mascella.

Chiara arrossì.

Flash.

«Perfetto,» disse Davide. «Ottima energia.»

Marco fece un passo avanti.

«Posso riprovare.»

Silenzio.

Davide lo guardò.

Sorrise.

«Certo.»

Secondo scatto.

Marco si posizionò al centro.

Non rigido.

Non ostile.

Ma presente.

Chiara lo guardò negli occhi.

Per un secondo troppo lungo.

Martina si avvicinò di più.

Valentina inclinò la testa con interesse.

Sofia sussurrò: «Oh… glitch emotivo.»

Elena osservò.

Flash.

Questa volta… l’energia era diversa.

Più intensa.

Più vera.

Davide abbassò lentamente la macchina fotografica.

«Interessante,» disse.

Marco respirava forte.

Non per la fatica.

Per qualcos’altro.

Non voleva essere sostituito.

Non voleva sparire.

E soprattutto…

non voleva che qualcun altro prendesse il suo posto accanto a loro.

La realizzazione lo colpì come un pugno.

Non è odio.

È paura di essere rimpiazzato.

E in quel momento capì una verità ancora più scomoda:

Non stava competendo con Davide.

Stava competendo con la versione migliore di sé stesso.


La sessione finì.

Le ragazze uscirono una alla volta.

Martina gli diede una leggera spinta con la spalla. «Meglio.»

Sofia gli fece l’occhiolino. «Stai evolvendo.»

Valentina si fermò un attimo davanti a lui.

«Non lasciare che qualcun altro racconti la tua storia.»

Elena sussurrò: «La gelosia è un indicatore. Non ignorarlo.»

Chiara rimase per ultima.

«Non devi dimostrare niente a Davide,» disse piano.
Poi aggiunse: «A me basta che tu sia… tu.»

E se ne andò.

Marco rimase solo.

Pensava di aver toccato il fondo dell’imbarazzo.

Si sbagliava.

Il suo telefono vibrò.

Messaggio nel gruppo.

Davide:
“Domani shooting esterno. Location sorpresa. Abbigliamento elegante.”

Martina: “Interessante.”
Sofia: “Drama level ↑”
Valentina: “Perfetto.”
Elena: “Ambiente controllato?”
Davide: “Non proprio.”
Chiara: “…Elegante quanto?”

Marco fissò lo schermo.

Location esterna.
Elegante.
Non controllata.

E soprattutto…

con Davide.

Sentì l’adrenalina salire.

Che tipo di situazione li aspettava?
Perché Davide sembrava avere un piano?
E cosa succederà quando tensione professionale e tensione emotiva si mescoleranno fuori dall’accademia?

Marco è pronto per uscire dalla sua zona di comfort…
o sta per fare la figuraccia definitiva?

Lo scopriremo nel Capitolo 5, venerdì prossimo. 😏

Questa è un opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale.

Giuseppe Gallo

Giuseppe Gallo

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