Convegno “Medicina di genere e cardiologia”: un dialogo scientifico tra prevenzione, diagnosi e cura

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Il 9 febbraio 2026, alle ore 17:00, si è svolto presso la sala convegni AGRILOG di Grottaglie il convegno dal titolo “Medicina di genere e cardiologia”, un incontro di grande rilievo dedicato alla sensibilizzazione sulla salute cardiovascolare e alle differenze di genere nella prevenzione e nella cura delle patologie cardiache.

L’iniziativa è stata organizzata dalla Presidente del Soroptimist International Club di Grottaglie, Avv. Nicoletta Erroi, e dalla Presidente dell’Università dell’Età Libera di Grottaglie (UdEL) e referente per le Pari Opportunità del Soroptimist International Club di Grottaglie, Prof.ssa Annamaria Lenti .  

Questa iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Soroptimist International per promuovere la salute e la consapevolezza sui temi che riguardano specificamente le donne e le differenze di genere in medicina. La collaborazione con l’Università dell’Età Libera di Grottaglie ha reso possibile un momento di formazione aperto alla comunità locale, rafforzando il ruolo del territorio come spazio di cultura, dialogo e educazione alla salute.

Il convegno si è posto l’obiettivo di approfondire il concetto di medicina di genere applicato alla cardiologia, una disciplina che studia come le differenze biologiche e socioculturali tra uomini e donne influenzino l’insorgenza, l’evoluzione e la gestione delle malattie cardiache. La medicina di genere è ormai riconosciuta come fondamentale per una pratica clinica più efficace e personalizzata, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ciascun individuo.

L’incontro è stato arricchito dagli interventi di due autorevoli esperti:

  • Dott. Ferdinando Fabietti, Specialista in Medicina Interna, che ha offerto una panoramica sulle implicazioni generali della medicina di genere nella pratica clinica, con particolare attenzione alle condizioni che spesso vengono sottovalutate o diagnosticate tardivamente nelle donne.
  • Dott.ssa Cosima Farilla, Cardiologo e Direttore Medico del presidio ospedaliero di Manduria, che ha approfondito gli aspetti specifici delle patologie cardiovascolari, illustrando come la presentazione clinica, i fattori di rischio e gli esiti terapeutici possano variare significativamente tra i sessi, e l’importanza di adottare approcci diagnostici e terapeutici sensibili al genere.

L’evento, a ingresso gratuito, ha visto la partecipazione di cittadini e professionisti sanitari, tutti accomunati dall’interesse per un tema cruciale come la salute del cuore e la medicina personalizzata. Momenti di confronto e domande dal pubblico hanno arricchito la discussione, sottolineando quanto sia sentita la necessità di diffondere conoscenze scientifiche aggiornate anche al di fuori degli ambienti specialistici.

La relazione del Dott. Ferdinando Fabietti ha sottolineato quanto la medicina di genere si è affermata come un paradigma fondamentale per migliorare la qualità delle cure e rendere la medicina più equa ed efficace. Questo approccio scientifico studia come le differenze biologiche, ormonali, genetiche e socio-culturali tra uomini e donne influenzino l’insorgenza, la manifestazione clinica, la risposta ai trattamenti e la prognosi di numerose patologie.

Per molto tempo la ricerca medica ha considerato il corpo maschile come modello di riferimento, con il rischio di sottovalutare o interpretare in modo errato i sintomi femminili. Oggi la medicina di genere mira a colmare questo divario, promuovendo cure personalizzate e una maggiore attenzione alle specificità di ciascun individuo. Il Dott. Fabietti ha erudito la platea sui vari casi clinici in cui la medicina di genere deve rivolgere particolare attenzione.

Le patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di mortalità sia negli uomini che nelle donne, ma con importanti differenze. Nelle donne, ad esempio, l’infarto può manifestarsi con sintomi atipici come affaticamento, nausea, dolore alla schiena o alla mandibola, portando spesso a diagnosi tardive. Inoltre, i fattori di rischio – come diabete, stress e depressione – hanno un impatto diverso nei due sessi. La medicina di genere in cardiologia consente di migliorare la prevenzione e di adattare le strategie terapeutiche.

Anche in oncologia le differenze di genere sono rilevanti. Alcuni tumori colpiscono prevalentemente un sesso, mentre altri presentano diversa incidenza, aggressività e risposta ai trattamenti tra uomini e donne. Le terapie antitumorali possono avere effetti collaterali differenti, legati al metabolismo dei farmaci e al profilo ormonale. Un approccio di genere favorisce trattamenti più efficaci e una migliore qualità di vita dei pazienti.

Le malattie legate alle fluttuazioni ormonali, in particolare legate agli estrogeni, sembrano giocare un ruolo chiave nella predisposizione e nell’andamento delle malattie correlate. La medicina di genere permette di comprendere meglio questi meccanismi e di sviluppare strategie terapeutiche più mirate.

Depressione, ansia e disturbi dell’umore presentano differenze significative tra uomini e donne, sia nella prevalenza sia nella modalità di espressione dei sintomi. Gli uomini, ad esempio, tendono a manifestare più spesso comportamenti aggressivi o dipendenze, mentre le donne mostrano una maggiore incidenza di disturbi depressivi. Considerare il genere nella salute mentale aiuta a riconoscere precocemente i segnali di disagio e a offrire percorsi terapeutici adeguati.

Diabete, obesità e osteoporosi sono altre aree in cui l’approccio di genere risulta determinante. Il diabete, ad esempio, comporta un rischio cardiovascolare maggiore nelle donne rispetto agli uomini, mentre l’osteoporosi è spesso considerata erroneamente una malattia esclusivamente femminile, portando a una sotto diagnosi negli uomini.

La medicina di genere non è una medicina “per donne”, ma una medicina per tutti, basata sul riconoscimento delle differenze e sull’integrazione di fattori biologici e sociali. Promuovere questo approccio significa migliorare l’appropriatezza delle cure, ridurre le disuguaglianze sanitarie e aumentare l’efficacia degli interventi di prevenzione e trattamento.

La Dott.ssa Cosima Farilla ha voluto evidenziare, con la sua relazione, quanto negli ultimi anni la medicina di genere si è affermata come un approccio necessario per comprendere meglio le patologie cardiovascolari e metaboliche. Questo approccio non solo migliora la diagnosi e la cura, ma consente anche di raffinare la prevenzione, in due ambiti strettamente interconnessi che costituiscono oggi tra le sfide sanitarie più importanti anche nella provincia di Taranto.

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nei paesi occidentali, ma la loro espressione clinica può differire in modo significativo tra i sessi: ad esempio, le donne tendono a sviluppare eventi cardiovascolari più tardivamente rispetto agli uomini, spesso dopo la menopausa, e possono avere sintomi atipici di ischemia cardiaca che portano a ritardi diagnostici e terapeutici.

Queste differenze emergono anche nelle strategie di prevenzione, dove i fattori di rischio tradizionali (com: ipertensione, ipercolesterolemia e diabete)  non sempre pesano allo stesso modo nei due sessi, rendendo indispensabile una valutazione personalizzata del rischio.

Le malattie metaboliche (come diabete di tipo 2, obesità e sindrome metabolica)  aumentano significativamente il rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari. La sindrome metabolica è definita come un insieme di fattori di rischio quali obesità addominale, ipertensione, dislipidemia e alterata glicemia; quando questi si presentano in combinazione, il rischio di malattie cardiovascolari raddoppia e la mortalità generale aumenta.

Studi clinici e epidemiologici hanno mostrato che la sindrome metabolica e le sue componenti non solo colpiscono uomini e donne con frequenze diverse, ma hanno anche effetti differenti sulla progressione della malattia cardiovascolare. Ad esempio, alcune evidenze suggeriscono che la combinazione di diabete e obesità possa essere particolarmente dannosa per il cuore nelle donne dopo la menopausa.

Anche nel diabete di tipo 2 esistono differenze di genere: la perdita di controllo glicemico, la percezione del rischio e lo sviluppo di complicanze – come quelle cardiovascolari – possono seguire traiettorie diverse nelle donne rispetto agli uomini, richiedendo strategie preventive e terapeutiche su misura.

Nel territorio di Taranto e provincia, i dati sanitari raccolti dalla Regione Puglia mostrano come le malattie cardiovascolari e metaboliche rappresentino una quota significativa del carico di malattia, in linea con i maggiori centri urbani italiani. La sorveglianza regionale sulle malattie evidenzia l’importanza di monitorare i principali indicatori di salute cardiovascolare ed endocrino-metabolica, in particolare nei gruppi di popolazione a maggiore rischio.

Sul piano formativo e professionale, le strutture sanitarie locali, tra cui l’ASL di Taranto, stanno gradualmente integrando nei propri programmi educativi temi legati alla medicina di genere e alle malattie metaboliche, favorendo la diffusione di competenze specifiche tra i professionisti sanitari.

In città e nella provincia operano anche centri specialistici per le malattie cardiovascolari, come unità di cardiologia e servizi dedicati alla diagnosi e al trattamento dei disturbi cardiometabolici. Tra questi, strutture ospedaliere e poliambulatori consolidano un’offerta clinica che risponde alle esigenze della popolazione locale.

Promuovere l’approccio della medicina di genere significa abbattere modelli generici e adottare percorsi diagnostici e terapeutici basati sulle caratteristiche biologiche e sociali di ciascun individuo. Nel contesto di Taranto e della sua provincia, questo significa:

  • Implementare programmi di prevenzione cardiovascolare che tengano conto delle differenze di genere nei fattori di rischio.
  • Integrare l’analisi delle malattie metaboliche nella valutazione del rischio cardiovascolare complessivo.
  • Educare pazienti e professionisti alla comprensione delle differenze di genere nei sintomi e nelle risposte terapeutiche.

In un territorio dove le patologie metaboliche e cardiovascolari costituiscono una sfida quotidiana per medici e cittadini, la medicina di genere rappresenta uno strumento prezioso per potenziare l’efficacia delle cure e migliorare gli esiti di salute per tutti.

Non ci resta che ringraziare il Soroptimist International Club di Grottaglie e l’UdEL di Grottaglie per aver contribuito alla divulgazione di questo tema così importante e necessario, ossia la Medicina di Genere, nel territorio tarantino. Ogni “goccia” di informazione può contribuire a salvare delle vite umane.

Angela Astone

Angela Astone

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