Gli integratori alimentari sono prodotti destinati a integrare la normale alimentazione. Il loro scopo principale è sopperire alle carenze nutrizionali. Ma quanto e quando servono davvero?
Gli integratori alimentari forniscono vitamine, sali minerali, proteine, fibre o altre sostanze che potrebbero non essere assunte in quantità sufficiente con la sola dieta in alcune condizioni fisiopatologiche. Per esempio, chi segue diete altamente restrittive o chi pratica sport che richiedono molte ore di allenamento o per le donne in gravidanza e allattamento o in altre condizioni particolari, potrebbe essere necessario assumere degli integratori specifici consigliati esclusivamente dal proprio medico o dal nutrizionista.
La finalità di questi integratori è quella di migliorare il funzionamento dell’organismo. Ossia, possono contenere sostanze con un effetto fisiologico o nutritivo volte a favorire il benessere generale (come i probiotici per l’equilibrio della flora intestinale o gli estratti vegetali) oppure aiutano l’organismo in determinate aree funzionali (ad esempio, integratori per il supporto delle difese immunitarie, per la salute delle ossa o per il metabolismo).
Sul portale del Ministero della Salute è stato pubblicato il Decalogo per l’uso corretto degli integratori alimentari in cui vengono elencate le condizioni specifiche per l’uso degli integratori
(https://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_5_1.jsp?lingua=italiano&id=191).
Bisogna entrare nell’ottica che gli integratori alimentari non sono farmaci e quindi non sono destinati a curare, prevenire o diagnosticare malattie. Non sostituiscono gli alimenti per questo non devono essere assunti come alternativa a una dieta equilibrata e non al posto dei pasti. Per questo motivo il loro uso andrebbe sempre valutato e, se possibile, consigliato da un medico o un nutrizionista, specialmente in presenza di carenze documentate o condizioni specifiche.
Nella maggior parte dei casi, una dieta varia, equilibrata e ricca (come la Dieta Mediterranea) è sufficiente a fornire tutti i nutrienti necessari per una persona sana. Tuttavia, l’integrazione diventa utile e, a volte, necessaria in presenza di carenze nutrizionali documentate (se gli esami del sangue o una valutazione medica/nutrizionale rivelano una reale carenza di vitamine o minerali).
Ma anche nei casi di aumentato fabbisogno fisiologico si ricorre all’uso di integratori come: la gravidanza e l’allattamento (es. Acido folico, Ferro, Iodio), l’età avanzata (es. Vitamina D, Vitamina B12, Calcio, spesso per ridotto assorbimento o esposizione solare limitata), l’intensa attività sportiva (es. Sali minerali, proteine, aminoacidi).
Non dimentichiamo che anche molte diete particolari o restrittive come la dieta vegana o vegetariana stretta (es. Vitamina B12, poiché si trova quasi esclusivamente nei prodotti animali) e le allergie o intolleranze che portano a escludere intere categorie di alimenti, diventano bisognose di integratori alimentari.
Esistono ancora delle patologie che in seguito all’uso di farmaci, potrebbero alterare l’assorbimento dei nutrienti e potrebbero richiedere l’uso di integratori alimentari. Esiste, inoltre, una condizione di malassorbimento di nutrienti causata da malattie intestinali e particolari terapie utilizzate a breve o lungo termine che richiedono l’uso temporaneo di integratori alimentari.
In conclusione, deduciamo che gli integratori alimentari non fanno miracoli e non possono sostituire una cattiva alimentazione o uno stile di vita non sano.
Un’attenzione particolare viene rivolta nel settore pediatrico perché molte mamme richiedono al pediatra l’uso di integratori per i propri figli, specialmente nella stagione autunno/inverno. Anche in questo caso occorre prescrivere integratori solo se il pediatra lo consiglia per le stesse motivazioni dette sopra. Se il bambino ha un’alimentazione povera di nutrienti perché consuma solo alcune classi di alimenti e ne esclude altri importanti (es. se consuma poca o per niente alimenti di origine animale, se è stato sottoposto a una terapia antibiotica, se ha presentato episodi di gastroenterite, ecc.), si potrebbe ricorrere all’uso temporaneo di integratori.
Assumere integratori senza un reale bisogno è spesso inutile e può portare a un dispendio economico non giustificato. In alcuni casi, un eccesso di vitamine e minerali (soprattutto quelle liposolubili) può essere addirittura dannoso. Quindi, prima di iniziare qualsiasi integrazione è sempre consigliato parlarne con il tuo medico curante (che consiglierà delle indagini cliniche specifiche) o un nutrizionista/dietista (che collaborerà con il medico nel consigliare il percorso dietologico più adatto) per valutare la reale necessità e il dosaggio corretto per ogni caso specifico.