Era una sera di agosto, calda e soffocante. Marco, studente universitario fuori sede, aveva deciso di rilassarsi ascoltando un poโ di musica su Spotify prima di dormire. Tutto normale: cuffie nelle orecchie, luci spente, cellulare appoggiato accanto al cuscino.
Scorrendo tra le playlist, ne trovรฒ una mai vista prima. Si chiamava โPer te, Marcoโ.
Non ricordava di averla creata, nรฉ di aver condiviso i suoi dati con qualcuno. Incuriosito, cliccรฒ play.
La prima canzone iniziรฒ con un sussurro distorto, quasi un respiro dentro le cuffie. La melodia era inquietante, un misto di rumori metallici e voci spezzate. Ma il vero brivido arrivรฒ leggendo il titolo:
โNon sei soloโ.
Marco sorrise nervosamente, pensando a una coincidenza. Passรฒ al brano successivo:
โTi sto guardandoโ.
Quella volta sentรฌ davvero il gelo scivolargli lungo la schiena. Si tolse le cuffie, ma la musica continuava a suonareโฆ direttamente dal cellulare, senza che Spotify fosse piรน aperto.
Il terzo brano iniziรฒ senza che lui toccasse nulla. Si chiamava:
โGuarda dietro di teโ.
Marco restรฒ immobile, paralizzato. Non voleva voltarsi, ma nello schermo nero del telefono vide un riflesso: una sagoma alle sue spalle, troppo vicina al letto.
Con un gesto istintivo lanciรฒ il cellulare contro il muro, rompendolo. Il silenzio tornรฒ immediatamente nella stanza.
Il giorno dopo, andรฒ a comprare un nuovo telefono. Lo accese per la prima volta, configurรฒ lโaccountโฆ e trovรฒ una sola playlist suggerita.
Si chiamava ancora:
โBen tornato, Marcoโ.
