Era una notte di fine luglio, il caldo ancora appiccicava alla pelle nonostante fosse passata mezzanotte. Lara e Marco, giovani, spensierati e un po’ alticci, si erano appartati sulla spiaggia isolata di Cala Nera, una baia fuori dalle rotte turistiche. I locali evitavano quel tratto di costa. “Troppo difficile da raggiungere”, dicevano. Ma si diceva anche che fosse stata teatro di sparizioni, molti anni prima.
Lara rise mentre si liberava del vestito, e Marco la seguì senza esitazione, baciandola sotto la luna. Il mare era quieto, il vento fermo. Le onde sembravano trattenere il fiato.
Mentre si amavano tra le dune, un odore metallico cominciò a salire dal bagnasciuga. Lara fu la prima ad accorgersene. “Senti anche tu questo puzzo di… ruggine?”
Marco si fermò, confuso. “Forse c’è una barca arrugginita lì vicino…”
Poi lo videro.
A pochi metri da loro, qualcosa si muoveva tra la sabbia e l’acqua. Una figura sottile, scura, dal corpo avvolto in alghe e brandelli di tessuto marcio. Occhi neri e spenti. Camminava senza rumore. Non lasciava impronte. Il mare lo accompagnava come se lo spingesse a riva.
“Chi è là?” urlò Marco, nudo e tremante.
La creatura si fermò. Il suo volto era umano… o lo era stato. Le labbra erano cucite da lunghi fili di lenza da pesca, la pelle squarciata come un sacco da immersione logoro.
Poi parlò. Senza aprire bocca.
Nella mente di Lara risuonò una voce umida, piena d’acqua:
“Chi ama sul sangue del mare, dà la carne alla marea.”
Marco indietreggiò, ma la sabbia si era fatta molle, vischiosa. Le mani di qualcosa — o qualcuno — affioravano dal terreno come se il fondo dell’oceano stesso fosse risalito. Le braccia lo presero e lo trascinarono giù, sotto la sabbia. Non urlò: l’urlo gli si fermò in gola mentre spariva, inghiottito dal nulla.
Lara cercò di correre, ma la figura scura la raggiunse. La toccò sulla fronte. Un lampo, poi buio.
Si risvegliò sola, all’alba. I vestiti intatti, il corpo asciutto. Nessuna traccia di Marco, né sulla spiaggia né nell’acqua.
La leggenda parlava di amanti presi dalla “marea rossa”, un’entità nata da un antico sacrificio. Dicevano che chi consumava l’amore in quella baia senza rispetto, sarebbe stato reclamato per sempre.
Ogni estate, uno spariva. E la sabbia, ogni mattina, era perfettamente liscia. Tranne per un piccolo dettaglio: una conchiglia insanguinata, lasciata lì come avvertimento.
Hai mai fatto l’amore in spiaggia? La prossima volta, chiediti: sei davvero solo… o qualcuno ti sta guardando dal fondo del mare?
